Imparare democrazia (Gustavo Zagrebelsky) PDF Stampa E-mail
"...non trovo altro fondamento della democrazia che questo: il rispetto di sé"
 
Il libro Un saggio sull'essenza di un sistema di convivenza che il mondo moderno ha assunto negli ultimi due secoli come suo modello. La riflessione di Gustavo Zagrebelsky, già Giudice e Presidente della Corte Costituzionale, poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all'argomento, in cui con limpido linguaggio vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all'uguaglianza, al dialogo e all'esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. Completa il volume una scelta di testi di autori di ogni tempo: Erodoto, Aristofane, Cicerone, Montesquieu, Tocqueville, Brecht, Orwell, Arendt, Bobbio e Carillo.

La democrazia in dieci punti Secondo Zagrebelsky sono dieci le caratteristiche che non dovrebbero mancare in una forma di governo che si voglia definire democratica. Il decalogo contenuto nella parte centrale del saggio è una proposta di riflessione sui contenuti fondamentali dell’ethos democratico. Non c’è nulla di nuovo, ma leggendo i titoli già è chiara la distanza tra teoria e pratica. Alcuni esempi: la democrazia è relativistica e non assolutistica, perché non ha fedi o valori assoluti da difendere, come invece accade  nelle società autocratiche. La linfa della vita democratica sta proprio nella ricerca di nuovi valori e nel miglioramento dei modelli. La democrazia è fondata sui singoli e non sulla massa: per preservarsi dalla degenerazione demagogica deve deve curare l’originalità di ciascuno dei suoi membri. La democrazia vive del dialogo e del rispetto verso l’altro: le dittature ideologiche si basano, invece, sul travisamento o sulla modifica dei fatti per alimentare il consenso tramite la propaganda. La democrazia è insidiata dal privilegio e ama l’uguaglianza: con leggi ad personam la società si divide in caste. La democrazia è multidentitaria: non bisogna accontentarsi della tolleanza verso il diverso ma parlare il linguaggio dei diritti di cittadinanza, ugualmente riconosciuti a tutti. Le decisioni definitive non si addicono ad una società democratica, che invece deve sempre poter avere la possibilità di ammettere gli sbagli e tornare suoi propri passi. La democrazia è perfettibile: benché alimentata da principi cresce con gli esperimenti pratici. 

Imparare ad essere democratici La riflessione di Zagrebelsky si chiude con un interrogativo: “E’ possibile insegnare non la democrazia ma “l’adesione alla democrazia?” Secondo l’autore non è importante capire se è possibile imparare da cosa sia costituita questa forma di governo quanto ad essere democratici, cioè “ad assumere nella propria condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica”.  E cose potrebbe spingere gli uomini ad assimilarne lo spirito? Su questo interrogativo di sapore socratico Zagreblesky medita a lungo: non sarà la conoscenza della virtù, ne’ i vantaggi che potrebbero essere ricavati. Ma il rispetto di sé e degli altri, e l’impegno a realizzare qualcosa che “non promette niente a nessuno ma chiede molto a tutti”.


Biografia
  

Gustavo Zagrebelsky, giudice della Corte costituzionale, ha insegnato diritto costituzionale e giustizia costituzionale nell'Università di Torino.

Gustavo Zagrebelsky

Imparare democrazia

Einaudi 2007

Pagine 177

Euro 11.50

Bibliografia

  • Imparare democrazia, Einaudi 2007
  • Essere delle istituzioni, Editoriale Scientifica 2005
  • Norberto Bobbio tra diritto e politica  (con Salvadori Massimo e Guastini Riccardo) , Laterza 2005
  • Principî e voti. La Corte costituzionale e la politica , Einaudi 2005
  • La domanda di giustizia  (con Martini Carlo M), Einaudi 2003
  • La leggenda del grande inquisitore, Morcelliana 2003
  • Il crucifige e la democrazia, Einaudi 1995
  • Il diritto mite. Legge, diritti, giustizia , Einaudi 1992