| La leggenda dei monti naviganti (Paolo Rumiz) |
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«I giornalisti sono ignoranti, anzi devono esserlo, per non farsi sommergere dagli eventi e per conservare un po' di sana meraviglia verso la vita. In compenso, imparano in fretta ciò che non sanno.»
Tra le Alpi e il mare Il viaggio di Paolo Rumiz si muove sulle montagne, lungo le Alpi e la dorsale degli Appennini, ma al tempo stesso parte dal mare della Dalmazia di fronte a Fiume, per concludersi nel punto più meridionale d’Italia, sulla spiaggia di Melito di Porto Salvo, in Calabria. Il nuovo libro dell’inviato di Repubblica è ricco di racconti su popoli e regioni d’Italia, e delle nazioni che la circondano. Paolo Rumiz si sposta come un navigante che veleggia per ottomila chilometri tra le montagne emerse. Il viaggio, secondo il giornalista, richiama l’idea del mare: “Per le avventure ci si imbarca –dice - anche quando sono di terra”. Rumiz viaggia in bicicletta, o a bordo della Fiat Topolino 500, quella della canzone di Paolo Conte, incontra storie, personaggi e identità sperdute tra le pieghe dello Stivale, si sofferma su aspetti nascosti che sfuggono agli occhi del turismo di massa, ma anche di quello più schic ed elitario. Il suo viaggio antropologico attraversa le vallate subalpine, i passi appenninici, coglie la bellezza dei laghi lombardi e dei colli toscani. La narrazione è ricca di considerazioni su usi e costumi della gens italica, con incontri umani toccanti, figure indimenticabili di pastori e viandanti, guide alpine e montanari saggi e solitari. Paolo Rumiz racconta dei sui incontri con scrittori come Mario Rigoni Stern, l’alpinista Walter Bonatti, e anche con i cantautori ‘in cerca di radici’ Francesco Guccini e Vinicio Capossela. Questo racconto di uomini e luoghi, cominciato come reportage sulle pagine di Repubblica, vive anche attraverso una la galleria fotografica di Monika Bulaj che, insieme ad altri compagni di strada, come l’attore Antonio Cederna, ha seguito Paolo Rumiz in alcune tappe di questa avventura. I viaggi di Paolo Rumiz Il giornalista è famoso per i suoi reportage che narrano i viaggi compiuti, sia per lavoro che per diletto, attraverso l'Italia e l'Europa. Ne citiamo alcuni: nell'estate del 1998 pedala in bicicletta da Trieste a Vienna in compagnia del figlio. Dalla sua esperienza nasce Dove andiamo stando?’, pubblicato poi su Diario nell'autunno 1998. Nella primavera del 1999 esplora le regioni della costa adriatica italiana in automobile, da Gorizia al Salento. Il suo viaggio è raccontato in Capolinea Bisanzio, pubblicato su Repubblica nel gennaio del 1999. Nell'inverno del 1999 percorre in treno la tratta Trieste-Kiev, da cui nasce ‘L'uomo davanti a me è un ruteno’, pubblicato sul Piccolo nello stesso anno. Nell'inverno del 2000 va, ancora in treno, da Berlino a Istanbul. Il racconto del viaggio sio trova in ‘Chiamiamolo Oriente’, pubblicato su Repubblica nel gennaio del 2000. Da qualche anno a questa parte compie il canonico viaggio ogni estate, in agosto, raccontandolo di giorno in giorno su Repubblica: nel 2001 percorre in bicicletta, insieme al vignettista Francesco Tullio Altan ed a Emilio Rigatti, i quasi 2000 Km che separano Istanbul da Trieste. Nel 2002 gira l'Italia in treno per 7480 Km, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok, in compagnia delle vignette di Altan e dell'attore e regista Marco Paolini. Nel 2005, assieme a Moni Ovadia e alla fotografa Monika Bulaj, parte da Torino per raggiungere il sepolcro di Cristo, a Gerusalemme. Nel 2006, a bordo di una Topolino, attraversa le strade secondarie degli Appennini andando dalla Liguria fino all'estrema punta della Calabria.
Paolo Rumiz La leggenda dei monti naviganti Feltrinelli I Narratori 2007 Pagine 352+32 Euro 18.00 Bibliografia
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